Si può giuocare a porte chiuse?

Documenti e norme alla mano, puntualizzare la situazione, smentendo coloro che, da mesi, stanno dichiarando falsità. Chi non vorrà capire manterrà le proprie ipotesi e supposizioni. Chi invece ha la mente libera da preconcetti riuscirà ad arrivare ad una conclusione semplice, anche se molto amara. A Saronno la serie D, dopo le lettere del Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco ed in base alle norme sancite per iscritto dal Comitato Interregionale, si sarebbe giocata A PORTE CHIUSE, senza spettatori. Come strutture Saronno è più vicina ad un villaggio che non ad una città. Da decenni molti paesi del circondario hanno campi in erba sintetica: Saronno neppure li progetta. Ogni imprenditore che in questi ultimi dieci anni si è avvicinato, dopo essersi guardato intorno, dopo aver visto qual è la situazione ed il rapporto sia con la città che con le istituzioni, è fuggito senza guardarsi indietro.

Sappiamo che a Saronno le parole abbondano. Quando poi si tratta di mettere mano al PROPRIO PORTAFOGLI non c'è un solo saronnese che possa dire "io in questi ultimi 10 anni ho dato di mio, al calcio della prima squadra, 500,00 euro l'anno". Ma andiamo anche a ribasso: se ci fosse una persona che possa dire: "io in questi dieci anni, ho dato ogni anno 200,00 euro" rilasci una bella intervista e lo dichiari pubblicamente: anticipiamo che non c'è nessuno che possa rilasciare una simile dichiarazione.

E' stato scritto che Saronno Servizi, nell'anno 2009/2010, ha dato 70.000,00 euro al calcio. E' FALSO: Saronno Servizi, nell'anno 2009/2010, quello del Centenario, NON HA DATO NEPPURE UN EURO!

E' stato scritto che il Saronno è stato venduto alla Gallaratese: E' FALSO. Attenzione: chi lo ha detto e chi lo ha scritto sta commettendo il reato di diffamazione in quanto la notizia della "vendita" è una invenzione appositamente diffusa solo al fine di creare tensione.

Veniamo a qualche pezzo di carta.
Da Varese, datata 6 luglio 2010, Protocollo n. 16025, giunge al Comune di Saronno una missiva inviata dal COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO

Ha per oggetto: Stadio Colombo Gianetti, via Biffi 1, - Saronno. Prevenzione incendi.
Riporta una comunicazione che non può essere fraintesa:
"Si comunica che dall'esame della documentazione agli atti del Comando scrivente a tutt'oggi non risultano ulteriori aggiornamenti rispetto a quanto comunicato con la precedente nota prot. n. 13650 del 23/06/2008. In particolare non risulta agli atti alcuna comunicazione sull'avvenuto adeguamento dell'impianto alle nuove norme di sicurezza."
Firmato: Il Comandante Provinciale Dott. Ing. Vincenzo Lotito


Va sottolineato che, ai sensi del D.P.R. 37/1998, solo il CERTIFICATO PREVENZIONE INCENDI costituisce nulla osta all'esercizio dell'attività: senza tale certificato lo stadio di via Biffi è e resta inagibile.


In precedenza, il 20 maggio 2010, la Lega Nazionale Dilettanti - Federazione Italiana Giuoco Calcio di Roma scriveva al Comune di Saronno.
L'oggetto della missiva era: "COLLAUDO CAMPO COMUNALE COLOMBO GIANETTI DI SARONNO".
La lettera, che è a protocollo in Comune, così recita:
"In relazione al sopralluogo effettuato il 18 MAGGIO 2010 sono state riscontrate alcune difformità rispetto alla vigente rogolamentazione".
Tre le prescrizioni più importanti:
1) Rimuovere la pista di salto in lungo e portarla almeno a 2,50 metri dal campo di giuoco e sistemarla in modo tale che sia complanare al terreno erboso, rimuovendo il cordolo sporgente.
2) Proteggere la torre faro situata in zona pubblico ospite.
3) Produrre il CERTIFICATO PREVENZIONE INCENDI.
(senza tale certificato lo stadio non risulta agibile per nessuno, nè per l'atletica nè per i ragazzi delle scuole che il Comune continua a far accedere).

La comunicazione, inviata dalla sede di Piazzale Flaminio, 9 - Roma - concludeva con:
"Rimaniamo in attesa di una Vs. tempestiva comunicazione riguardo il fine lavori" (veniva preannunciato che si sarebbe provveduto ad un ulteriore sopralluogo di controllo).

Nessuna comunicazione da parte del Comune. L'unica comunicazione giunta è quella scritta dal Comitato Interregionale - Serie D:

"Senza l'attestazione di agibilità (rilasciata dalle Commissioni Comunali e/o Provinciali di Vigilanza) dovrà essere disposta la DISPUTA DELLE GARE A PORTE CHIUSE".